La voce giusta per dare voce a una donna "nascosta" dal genio distruttivo di un grande artista narcisista. È Federica Fracassi a pronunciare le parole di Dora Maar amante e vittima psicologica di Pablo Picasso - in un monologo scritto da Concita De Gregorio, intitolato "Dora Pronobis" e portato in scena in forma di reading dall'attrice milanese all'Alta Luce Teatro oggi (ore 20.30) e domani (ore 17). Grande fotografa esponente del Surrealismo, Dora Maar incontrò Picasso nel 1936, con cui iniziò una relazione per lei devastante: l'artista spagnolo cercò di cancellarne la personalità, le chiese di lasciare la fotografia per la pittura e, dopo 10 anni, la indusse a recludersi in una clinica per la salute mentale.
Cosa l'ha conquistata di questo testo?
"La storia di Dora Maar, senza dubbio. La sua esperienza di dolore che, con tratti chiaramente masochisti, la intrappolò nelle mani di un mostro narcisista. Di colui che, certo, era anche un genio dell'arte. La storia di Dora è quella di molte donne intrappolate, per generosità e amore, in rapporti malati. A conquistarmi è stata la forma di racconto scelta dall'autrice: vidi Concita De Gregorio buttare giù il testo la sera prima di un reading al Salone del Libro. Ne rimasi folgorata".
Se dovesse definire con una parola la storia tra Dora Maar e Pablo Picasso?
"Un termine dell'autrice: disincontro. Ci sono relazioni in cui due individui restano fatalmente attratti eppure mai sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda. Nel loro disincontro, per l'appunto, a vincere sono sempre i tempi e i modi sbagliati".
Questa incapacità di incontrarsi è sottolineata in scena dall'intreccio pugnace tra la sua voce e il violoncello di Lamberto Curtoni: parole e musica possono dialogare ma non possono dire la stessa cosa?
"Conosco Curtoni da tempo, ha composto musiche originali per questa piéce. Abbiamo immaginato una storia suddivisa in quadri e lui, a ognuno di essi, regala un'atmosfera diversa. Sì quello tra me e il violoncello è un combattimento".
I più grandi palcoscenici italiani e europei la ospitano: cosa porta una delle più grandi attrici italiane sul piccolo e suggestivo palcoscenico dell'Alta Luce Teatro?
"Con loro ho un rapporto di reciproca intesa. Collaborai con Alta Luce quando ero direttore artistica del Teatro I, mi aiutarono ai tempi della pandemia. In questo momento sono in Francia per uno spettacolo di Christoph Marthaler, intitolato Il vertice, con un cast multilingue. Un vero regalo per me".
Non solo teatro, ma anche cinema e serie tv: lei è una delle attrici predilette di Marco Bellocchio.
"In questo momento mi si può vedere nel cast di Portobello, la miniserie su Enzo Tortora in onda su HBO Max. Il ruolo che Bellocchio ha voluto per me è quello della storica assistente di Tortora, Gigliola Barbieri. Da poco ho iniziato riprese per un film sperimentale di fantascienza di Davide Manuli, intitolato Astrea, ambientato nella zona di Chioggia. Tra poco lavorerò coi Manetti Brothers in un progetto di cui non posso dire nulla".