"A Roma il gesto pazzesco di una persona. Deriva di estremismo? Non è la nostra"

Scritto il 29/04/2026
da Alberto Giannoni

Il presidente degli ebrei di Milano: «Clima pericoloso, attenzione alla caccia all'ebreo». «Le accuse di Lerner? Io non so di cosa parli». «L’Anpi rispetti le Comunità»


Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, è stato un 25 Aprile di tensioni ma ora emerge il gesto folle di un 21enne ebreo romano. Che può dire?
«Che è una cosa pazzesca, inaspettata. Il gesto cruento commesso da quella persona è vergognoso. Noi siamo contro la violenza, da sempre. E condanniamo senza riserve l’accaduto, auspicando che le indagini facciano il loro corso rapidamente».

E le due persone che state vittima di questo gesto?
«Li andrei a trovare, se potessi. Hanno tutta la nostra solidarietà incondizionata».

Il 21enne ha affermato di appartenere alla Brigata ebraica. È stato smentito, ma che potrebbe significare?
«Che non sa nemmeno cosa sia la Brigata ebraica, che aiutato a liberare l’Italia. Oggi non esiste più la Brigata ebraica, esiste a Milano un gruppo che ne conserva la memoria».

Ci sono differenze tra le realtà di Roma e di Milano?
«No. Sono storie diverse, certo, Roma ha subito un attentato gravissimo in passato ma non ci sono differenze. Su questa vicenda ci siamo sentiti e siamo tutti d’accordo: il fatto è gravissimo, da condannare a tutti i livelli. Ma si tratta di una persona, di una pazzia».

Gad Lerner parla addirittura di una «degenerazione squadristica» e di aggressioni.
«Affermazione pesantissima, che respingiamo in modo assoluto. È da denuncia. Non esiste niente del genere. Forse Lerner si intende, sicuramente più di me, di questi gruppi paramilitari. Noi abbiamo gruppi sportivi, scolastici, di molte cose ma non paramilitari, noi ci fidiamo delle forze dell’ordine».

L’Anpi di Roma la cita e parla di una «esasperazione estremistica» che sarebbe provata dalle sue parole sul 25 aprile.
«Una deriva estremistica c’è ma è la loro, noi il 25 abbiamo subito un’aggressione come mai avvenuta in 80 anni. E non abbiamo visto condanne del mondo associativo o politico, solo pretesti, ma abbiamo avuto gente che piangeva, che è svenuta, bambini, signore di una certa età bloccate. E non è stato uno, erano centinaia di persone a Milano».

Secondo l’Anpi, sulle sue posizioni si è aperto un dibattito dentro l’ebraismo.
«Sì, da parte di tre persone, io a Milano ho vinto le elezioni col 60%. Si candidino loro. Non arrivano al 2%. Non ci sono derive nostre».

Con l’Anpi ormai siete alle querele reciproche. Non c’è più margine di dialogo?
«Da parte loro. Noi siamo per natura dialoganti. Non abbiamo problemi di alcun tipo. L’Anpi continua ad accusarmi. Io sono disponibile al dialogo, purché ci sia rispetto per la Comunità».

Il clima è pessimo.
«Io dico attenzione alla “caccia all’ebreo”, con questo odio».