Potrebbe rivelarsi il prossimo imminente braccio di ferro con le autorità svizzere. Ieri la presidenza del consiglio ha depositato l'istanza di costituzione di parte civile nel procedimento per la strage del Constellation. "La decisione è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l'assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti". Ma sarà proprio questo il terreno di scontro, il danno "diretto", che secondo gli avvocati delle famiglie delle vittime non è scontato che verrà riconosciuto dai magistrati elvetici. Anzi. Ma paradossalmente potrebbero essere d'aiuto proprio le fatture per le cure di alcuni ragazzi italiani mandate dall'Ospedale di Sion, che ora la Svizzera pretende che l'Italia rimborsi. Per i legali proprio quella richiesta del pagamento dimostrerebbe il danno "diretto" del reato. Questioni burocratiche e tecnicismi giuridici, a cui fin qui ha dato priorità il sistema svizzero con un rigore che ha indignato il governo e le famiglie.
In una nota Palazzo Chigi spiega che "sotto il profilo delle responsabilità, la costituzione di parte civile evidenzia come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell'evento sia considerato estremamente verosimile, giustificando la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili. Il Governo - si sottolinea - continuerà ad assicurare il massimo impegno nel monitorare ogni fase del procedimento giudiziario in Svizzera, confermando il pieno e ininterrotto supporto alle famiglie delle vittime e ai feriti, affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità e sia resa giustizia per il grave danno subito dalla comunità nazionale".
Ieri altri avvocati delle parti civili hanno visionato gli otto minuti dell'orrore messi a disposizione dalla Procura di Sion. I frame delle 14 telecamere interne confermano la velocità estrema con cui il fuoco si è propagato e che ha trasformato il Constellation in una trappola mortale. E poi non solo la rapida uscita di Jessica Moretti ma anche altri particolari che smentiscono la sua versione a verbale, come avevano già fatto alcune testimonianze. È proprio la titolare ad accendere le note candele scintillanti montate sulle bottiglie che la cameriera 24enne Cyane Panine - morta nel rogo - ha poi portato ai tavoli sulle spalle di un collega. Eppure Jessica e Jacques Moretti avevano invece dichiarato che quel modo di portarle ai tavoli sarebbe stata un'iniziativa di Cyane. Ma già alcune testimoni avevano puntato il dito su Jessica. E le immagini anche. C'è un secondo filone d'inchiesta aperto dalla Procura di Sion, sulla gestione dei soccorsi al Constellation. A seguito di "rilevanti interrogativi sulla gestione delle prime fasi dell'emergenza, sotto il profilo della carenza di bombole di ossigeno e barelle, oltre che alla scarsa disponibilità di coperte termiche", riferiscono i legali Fabrizio Ventimiglia e Pierluca Degni, legali della famiglia di Sofia, ferita nell'incendio. Sono stati loro a sollecitare verifiche. "A seguito della denuncia e delle istanze da noi presentate nelle settimane scorse, è stato avviato un secondo e specifico procedimento penale volto ad accertare eventuali responsabilità dell'Ocvs (l'Organisation cantonale valaisanne des secours) nella gestione dei soccorsi. Se le criticità fossero confermate il loro rilievo causale rispetto all'aggravamento delle condizioni di salute di Sofia e degli altri ragazzi coinvolti sarebbe evidente".
Sul posto i genitori, come riferito da altri testimoni, avrebbero trovato solo due ambulanze, con i ragazzi feriti sul marciapiede a 10 gradi sotto zero.