Kevin Warsh ha già in tasca la presidenza della Federal Reserve. Il candidato del presidente Donald Trump ieri ha infatti ottenuto l'appoggio della Commissione bancaria del Senato, con 13 voti a favore (tutti repubblicani) e 11 contrari (tutti democratici). La nomina era stata bloccata dal senatore repubblicano Thom Tillis, fino a quando la scorsa settimana il dipartimento di Giustizia non ha accettato di archiviare un'indagine penale contro Jerome Powell sui costi relativi alla ristrutturazione della sede della Fed a Washington.
Warsh si avvia così verso la conferma da parte dell'intero Senato in tempo per guidare la riunione di giugno della Fed, visto che il 15 maggio scadrà il mandato di Powell. Che sempre ieri ha tenuto l'ultima riunione sui tassi come presidente lasciandoli invariati al 3,50%-3,75%, in linea con le stime degli analisti. La decisione è stata però presa dal Federal Open Market Committee con il dissenso di quattro membri su dodici, il numero più alto in una riunione di politica monetaria dal 1992, mentre tre hanno sostenuto la pausa senza però mostrare alcuna intenzione di abbassare i tassi di interesse in futuro. Le divisioni sottolineano la sfida che il successore di Powell potrebbe dover affrontare mentre la banca centrale si destreggia tra i nuovi rischi inflazionistici derivanti dagli shock energetici.
Nella nota ufficiale diffusa al termine della riunione si sottolinea che «gli indicatori recenti suggeriscono che l'attività economica sta crescendo a un ritmo sostenuto», mentre «la crescita dell'occupazione e rimasta, in media, modesta e il tasso di disoccupazione pressoché immutato negli ultimi mesi». Quello che preoccupa, semmai, è «l'inflazione elevata, in parte a causa del recente aumento dei prezzi globali dell'energia». Oltretutto «gli sviluppi in Medio Oriente stanno contribuendo a un elevato livello di incertezza sulle prospettive economiche». In conferenza stampa, Powell ha esordito evidenziando che quella di ieri è l'ultima come presidente ma che rimarrà governatore anche dopo il 15 maggio «per un periodo di tempo, fino a quando lo riterrò appropriato», poi ha fatto gli auguri a Warsh. Sebbene il mandato come governatore gli consenta di restare fino all'inizio del 2028, si tratta di una situazione insolita, perché per decenni i presidenti della banca centrale Usa hanno lasciato l'incarico al momento della nomina del loro successore. «La mia preoccupazione riguarda soprattutto la serie di azioni legali contro la Fed, che hanno minacciato la nostra capacità di condurre la politica monetaria senza tener conto di fattori politici», ha affermato.
Mentre Powell parlava, lo faceva anche Trump rilanciando il suo refrain: «È un buon momento per abbassare i tassi», e definendo «fantastica» la decisione degli Emirati arabi di uscire dall'Opec «perché i prezzi di petrolio e gas scenderanno».