La denuncia arriva dalla Cgil ed è stata prontamente trasmessa al Mef (Ministero dell’ Economia e delle Finanze) nei giorni scorsi: alcune anomalie nel Modello 730 rischiano di penalizzare migliaia di contribuenti.
Quali sono le anomale
Dai controlli e monitoraggi continui è infatti emerso che una quota significativa di sostituti d’imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti Certificazioni Uniche 2026 con dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (art. 49, co. 1 del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (c.d. “somma aggiuntiva”) o all’ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente.
“Fra questi sostituti figurano, ad esempio, le Casse edili che hanno corrisposto l’Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private”, fa sapere la Cgil attraverso il suo sito web. Ma non è finita qui perché nelle Certificazioni Uniche dove risultano le anomalie la questione che riguarda i redditi del lavoro dipendente o le loro indennità sostitutive sono stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro ex art. 49, comma 1 del Tuir.
“Errore estremamente grave”
“Si tratta di un errore estremamente grave perché tali importi, è il caso di ribadirlo, sono fondamentali per determinare il calcolo della somma aggiuntiva e la corretta detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, benefici economici che l’attuale architettura del Modello 730 non permette di recuperare in sede di dichiarazione se il dato di partenza della certificazione è incompleto”, spiega la Cgil.
Da qui è partita la richiesta al Mef di “un intervento urgente per sollecitare una nuova emissione dei documenti corretti tramite una comunicazione istituzionale rivolta a tutti i sostituti d’imposta, e la proposta di escludere dalle sanzioni chi provvederà alla rettifica”, hanno spiegato Christian Ferrari, segretario confederale della Cgil e Monica Iviglia, presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil.
“Ormai mancano solo 24 ore alla messa a disposizione della dichiarazione precompilata nel cassetto fiscale dei cittadini, e non è affatto escluso che esse contengano Certificazioni Uniche sbagliate. Risollecitiamo, anche pubblicamente, un’azione del Ministero affinché il sistema rifletta la reale situazione reddituale delle lavoratrici e dei lavoratori, eliminando ogni ostacolo burocratico e aggiornando i flussi di dati. Un intervento tempestivo resta l’unica via percorribile per tutelare i redditi ed evitare che un errore tecnico si trasformi in un’ingiusta perdita economica per il lavoro dipendente”, hanno aggiunto.
La problematica, infatti, rischia di avere un effetto negativo sui 730 che saranno a disposizione dei cittadini dal 30 aprile sulla propria area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.