“È un momento molto bello per Fiat. Noi vogliamo essere il motore della ripartenza di Stellantis in Europa. Siamo stati per anni il marchio che ha trascinato Stellantis in altre parti del mondo, come il Sud America, e nel Middle East, dove abbiamo conquistato quote molto importanti. Ora tocca all'Europa e, in particolare, alla nostra amata Italia dove, in questa prima parte dell’anno, le cose stanno andando bene. Ma è solo l'inizio: c'è, infatti, l'effetto di trascinamento della 500 ibrida, appena lanciata, ma che deve ancora esprimere tutto il potenziale. In proposito, siamo già a un +40% della produzione nello stabilimento di Mirafiori e credo che si possa andare anche ben oltre. E c’è l'effetto Grande Panda che, in realtà, inizia solo adesso, visto che in questi giorni lanciamo, soprattutto pensando all'Italia, il motore a combustione e il cambio manuale, quello che vogliono in questo Paese. Un importante fattore di accelerazione per Fiat e che trascinerà anche il resto del gruppo”.
Olivier François, responsabile globale del marchio Fiat in Stellantis e capo del marketing all'interno del gruppo, a poche settimane dalla presentazione del piano strategico da parte del ceo Antonio Filosa, fa il punto sul brand torinese che sta vivendo una fase positiva. È il risultato del nuovo corso avviato dalla nuova gestione del gruppo che ha rimesso il cliente al centro delle scelte. In questa chiacchierata con il Giornale, François parla del presente e accenna ai programmi futuri del marchio che, grazie alla 500 Hybrid, ha ridato slancio a Mirafiori e fiducia ai lavoratori.
Dottor François, il 2026 cosa ci riserverà di altro?
“Nella seconda parte dell'anno avremo un'altra grande novità, ma è ancora un po' presto per raccontarla. Dico solo che si tratta di una macchina un po' più grande. Come si sa, Fiat ha una vocazione ben precisa che riguarda la produzione di vetture piccole e compatte. Quindi, non andremo a offrire un’auto di grandi dimensioni, che altri marchi del gruppo propongono molto bene. Dico solo che sarà una novità molto importante e che andrà a chiudere l’offerta nella parte un po' più alta”.
Dove sarà prodotta?
“Non si può ancora dire. Anticipo solo che, coma avviene per la Grande Panda, rappresenterà una macchina mondiale. Il percorso strategico prevede che devo fare meno macchine, ma più globali. Dunque, qualcosa di molto difficile e altrettanto sfidante perché bisogna guardare all’Europa e alle Regioni dove proporremo il modello”.
Accelerazione nel 2026, dunque. E come vede il 2027?
“Sì, grande accelerazione per il gruppo, in particolare per il marchio Fiat in Europa. Ma il nuovo corso ufficiale riguarderà il 2027 dopo che il nostro ceo Antonio Filosa presenterà i piani futuri il prossimo 21 maggio”.
Creatività nel design e Dna di un brand devono sempre viaggiare paralleli. Una regola da rispettare.
“Certamente. Alla recente Milano Design Week abbiamo voluto parlare del futuro della mobilità urbana, attraverso il tema della micromobilità, con la nostra Topolino che sta procedendo molto bene. Credo, in proposito, che Fiat abbia una grande legittimità a parlare di micromobilità. Siamo partiti con la Topolino, poi abbiamo annunciato Tris, il veicolo commerciale elettrico a tre ruote ad hoc per il cosiddetto ultimo miglio, e continueremo con altri modelli. Sempre alla Design Week abbiamo voluto parlare anche di city-car per tutti”.
E qui entra in gioco la “sempre verde" Pandina, prodotta a Pomigliano d’Arco, e anche fonte di ispirazione. Quale futuro per questo modello di successo?
“Abbiamo cercato di farci ispirare, proprio in occasione dell’evento milanese, dalle scuole di design italiane e da quei giovani che domani la guideranno, gli stessi che sono venuti a dirci cosa si aspettano da una macchina. E come massima autorità abbiamo invitato Giorgetto Giugiaro, il papà della Panda e il garante del Dna della nostra Pandina. A esprimersi sui progetti presentati siete stati anche voi giornalisti”.
Come è cambiato il marketing nel mondo automotive da quando lei è arrivato in Italia? La domanda riguarda il suo ruolo attuale che la vede, oltre a guidare il brand Fiat a livello globale, anche proprio il marketing di Stellantis.
“È cambiato tutto e non è cambiato niente. Si deve infatti lavorare sempre su due cose: l'aspirazione e il valore dei brand più che mai. Quello che ti permette di giustificare un prezzo e una redditività è la carica emozionale di un brand, l'attaccamento dei clienti a un marchio. In un momento in cui ci sono new entry ogni anno, nuovi marchi e modelli con nuove proposte, è importante lavorare su questo. Poi ecco la parte di vendita più rapida in cui subentrano strumenti digitali che ci permettono di fare meglio, di agire in modo più mirato ed efficace, con costi più contenuti. Si riesce, in pratica, a meglio profilare il cliente e a canalizzare il messaggio in base alla persona a cui ci indirizziamo”.