Una torta amara è già pronta per il governo del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che il 6 maggio festeggerà il primo anno dall'entrata in carica. Divisa e debole, la maggioranza formata da popolari e socialdemocratici in un matrimonio di necessità è ai minimi storici nei consensi. Un recente sondaggio dà Cdu, Csu e Spd insieme al 34%. Partiti che si ritengono ancora come di massa si fermano al 22% per i popolari e al 12% per i socialdemocratici. Vola, invece, l'estrema destra Afd che balza al 28% e, tornata prima forza politica, dall'opposizione punta al governo.
I sovranisti per la remigrazione sono tanto sicuri che "il domani appartiene a noi" da aver già elaborato un programma, "Germania alternativa", da attuare quando saranno al potere. Per problemi complessi Afd propone soluzioni semplici. Tuttavia, per tanti tedeschi privi di certezze queste proposte sono più convincenti dei provvedimenti decisi dal governo dopo accese discussioni tra gli alleati.
Se è riuscito a rilanciare il ruolo internazionale della Germania e a frenare l'immigrazione illegale, l'esecutivo con al vertice il presidente della Cdu manca l'obiettivo primario: "Riportare in avanti" un Paese smarrito, in cerca di una guida forte. La locomotiva d'Europa è ferma da anni, la congiuntura internazionale aggrava la stagnazione. Dalle pensioni alla sanità, dal mercato del lavoro alle tasse, il governo stenta ad attuare le necessarie riforme strutturali, se non al costo di compromessi al ribasso che non soddisfano. Merz fatica a tenere insieme Cdu, Csu e Spd che si accusano a vicenda in un clima da campagna elettorale permanente, alimentando smarrimento e rabbia nella popolazione. Il governo è tanto debole che, nella stessa Cdu del cancelliere, montano i dubbi sulla sua tenuta fino a fine legislatura nel 2029. Intanto, Merz precipita al 20° e ultimo posto nell'indice di popolarità dei politici tedeschi con un tasso di gradimento di appena il 2,9. Il capo del governo federale è superato, tra gli altri, dai copresidenti di Afd Alice Weidel, ottava al 3,7, e Timo Chrupalla quindicesimo al 3,4.
Davanti a questi valori, Merz confessa le responsabilità proprie e del suo esecutivo in un'intervista a Der Spiegel. Nel primo anno dall'insediamento, afferma il cancelliere, il governo ha lavorato "intensamente, ma non siamo ancora dove dovremmo. Mancano prove della nostra capacità di realizzare riforme davvero significative, ci manca la convinzione che queste riforme siano giuste". Per Merz, date le tensioni nella maggioranza, "non ci si può aspettare che la popolazione ci apprezzi. Dobbiamo essere convinti di noi stessi e trasmettere questa convinzione all'esterno". Intanto, il governo "non ha gestito bene le aspettative", con troppe promesse di "risultati immediati, proprio ciò in cui la popolazione spera". Col "nervosismo generale" e la "grande incertezza" montanti in Germania, Merz deve ammettere che "abbiamo tutti sottovalutato la situazione, me compreso, e ciò ha delle conseguenze". Parole certamente sincere rivolte tedeschi che reclamano fatti.