Più Trumpisti del Re

Scritto il 30/04/2026
da Tommaso Cerno

Nemmeno un Re vero (esistono ancora) che si chiama Carlo III è più Trumpista del re. Quel king che ha subito un altro attentato e che nell'Europa della vecchia democrazia da rottamare, incapace di risolvere i problemi che crea, arrampicata sul 3,1% del rapporto deficit Pil dell'Italia, alimentato da un gruppo di dirigenti di un istituto che costa centinaia di milioni e che è nominato dal Parlamento e quindi dalla politica mentre il mondo è in fiamme, è l'unico residuato di un modello non autocratico e non dittatoriale che riesce a fare qualche mossa sullo scacchiere globale dominato dalla Cina. E noi, autoreferenziali come tutti i continenti che vivono di passato, ebbri della nostra sicumera, stracolmi di esperti che non ne beccano una da almeno vent'anni, assistiamo inermi a un gioco che ci passa sopra la testa e che deciderà anche del nostro futuro. La democrazia contiene in sé l'antidoto a questa fine miserabile: si chiama popolo. Basterebbe ascoltarlo. Eppure, laddove si esprime, in qualche modo si genera l'ossessione, che scalda le piazze come non succedeva dagli anni di piombo, che trasforma tutto in un duello all'ultimo sangue e che inventa scandali e interpretazioni della realtà che sono la versione analogica, il Commodore 64, della realtà iper digitale della postdemocrazia dell'istante. Domani è il primo maggio e vedremo una piazza che non parla di lavoro. Ma di guerriglia, di occupazioni, di anarchia e di islamismo. Probabilmente è l'unica alternativa che la sinistra ha saputo creare allo Stato liberale. Se la tengano. Io sto con l'America. Qualunque presidente abbia.