Aggredito a calci, pugni, a colpi di casco e con le scope per aver strappato un manifesto appena appeso da neofascisti per la commemorazione dedicata a Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della gioventù sprangato da membri di Avanguardia Operaia e morto dopo 47 giorni di agonia il 29 aprile del 1975. È successo martedì sera a Milano, nella zona di via Aselli dove ieri sera è partita la parata di estrema destra in onore a Ramelli. Un 33enne, italiano, ha provato a strappare un poster e ha riferito di essere stato visto e circondato da militanti neofascisti che poi hanno chiamato rinforzi. Un gruppo di quattro persone sarebbe arrivato a bordo di una Golf e lo avrebbe pestato. I Carabinieri hanno identificato il proprietario dell'auto e sono al lavoro per identificare gli aggressori materiali. Il 33enne è stato trasportato al pronto soccorso con ferite lievi, al labbro e al sopracciglio.
La notizia è ancora fresca quando il sindaco Beppe Sala e esponenti di Fratelli d'Italia, tra cui la sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti e il deputato Riccardo De Corato, arrivano ieri mattina ai Giardini intitolati a Ramelli per l'omaggio ufficiale. "Già è grave che uno vada a strappare i manifesti di Ramelli, che lo faccia il giorno in cui è stato ammazzato... Non aggiungo altro. È stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere" commenta a caldo di De Corato. Insorge il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino: "L'aggressione contro un ragazzo di 33 anni è un atto da fascisti e vigliacchi, va condannata senza se e senza ma. Le sue parole sono disdicevoli e vergognose. Chi siede nelle istituzioni e giustifica lo squadrismo è indegno di rappresentare la Repubblica". Dal deputato FdI, ex vicesindaco di Milano, arriva a stretto giro la retromarcia: "Smentisco categoricamente di aver approvato l'uso della violenza contro l'uomo che stava staccando i manifesti. La mia storia personale testimonia come io sia sempre stato contrario all'uso della violenza non solo fisica ma anche verbale. Purtroppo questa mattina (ieri, ndr.) quando mi è stato raccontato l'accaduto avevo erroneamente capito che l'aggressione non aveva comportato nessun danno fisico, solo qualche parola grossa. Per questo ritengo doveroso precisare". De Corato condanna "fermamente l'aggressione, ricorda gli anni bui in cui prevalevano odio e violenze delle quali prendo le distanze, senza se e senza ma". Ai Giardini Ramelli ha sottolineato però che "in 50 anni il centrosinistra milanese non ha mai intitolato una via a Ramelli, e il sindaco continua a commemorarlo senza la fascia tricolore". Sala ribatte: "La uso molto raramente ed è una scelta personale ormai da 10 anni. Non la indosso né per le vittime di destra né di sinistra". Il presidente FdI del Senato Ignazio La Russa che ha commemorato ieri in aula la morte di Ramelli ha ricordato che "diventò, come vorrei continuasse ad essere, un monito contro ogni violenza. Un monito affinché mai più i giovani debbano essere oggetto di aggressioni da nessuna parte e ciascuno possa vivere le proprie idee liberamente, senza offendere nessuno ma senza essere offeso".