Ci sono due modi di guardare una partita di calcio: si possono utilizzare occhiali da sole, abbagliati dallo spettacolo di gol, di emozioni, di imprevisti continui; oppure si possono scegliere occhiali da lettura per meglio capire quello che sta accadendo in campo. La semifinale del Parco dei Principi tra Paris St-Germain e Bayern di Monaco ha provocato euforie diffuse, nove gol, alcuni scaturiti da errori dell'arbitro e dei suoi collaboratori, un calcio d'angolo inesistente dal quale è partito il secondo gol dei francesi, un rigore assurdo sempre a favore della squadra campione d'Europa, colpi di alta scuola tecnica offerti dai migliori interpreti, Kvara, Olise, Diaz, ritmo agonistico sostenuto, rarissime interruzioni e proteste ai minimi.
Il football televisivo regala emozioni soprattutto quando garantisce un numero corposo di gol ma con gli occhiali da lettura, la realtà della prima semifinale di andata si presta ad una analisi critica che va a demolire i facili entusiasmi. Nove reti oltre ad una mezza dozzina di occasioni sono la dimostrazione di una partita folle ma nel senso negativo, la scelta di giocare uno contro uno, a campo aperto, favorisce ovviamente il talento, il dribbling, il colpo di tacco ma svilisce la disciplina tattica che non significa affatto, come qualche commento banale e superficiale sostiene, un football antico, rinunciatario, difensivista. Al contrario chi studia calcio sa benissimo che a Parigi si sono visti errori madornali, distrazioni parrocchiali proprio nella lettura del gioco, nel suo sviluppo. Capisco che tale tesi può sembrare controcorrente e/o provocatoria ma è il football dei 9 gol a confermare l'assoluta illogicità della partita, perché altrimenti dovremmo godere di certi risultati a livello giovanile o dilettantistico con partite che si concludono, dico a caso come esempio, 12 a 0.
È vero che l'Intelligenza Artificiale ha immediatamente approfittato dell'evento parigino per stilare l'elenco di 25 partite che hanno fatto la storia del football. Un gioco facile che mette in fila: Brasile-Svezia 5-2, finale mondiale 1958; Deportivo-Milan 4-0, quarti di champions 2004; Inghilterra-Germania 4-2, finale mondiale 1966, Italia-Brasile, mondiale del 1982, Barcellona-Psg 6-1 ottavi champions 2017, Real Madrid-Manchester City 3-1 semifinale champions 2022, Brasile-Inghilterra 1-0, Messico 70, Francia-Brasile 3-0 mondiale 1998, Spagna-Olanda finale mondiale 2010, Bayern-Real 0-4 semifinale champions 2014, City-Qpr 3-2, ultima di campionato inglese, Spagna-Italia 4-0, finale euro 2012, Germania-Brasile 7-1, semifinale mondiale 2014, Liverpool-Barcellona 4-0 semifinale champions 2019, Inghilterra-Ungheria 3-6, amichevole 1953, partita del secolo, Real-Eintracht 7-3, finale campioni 1960, Uruguay-Brasile 2-1, finale mondiale 1950 Maracanazo, Germania-Francia 3-3 semifinale mondiale 1982, Argentina-Inghilterra 2-1, quarti mondiali 1986, Brasile-Italia 4-1 finale Messico 70, Manchester United-Bayern 2-1, finale champions 1999, Italia-Germania 4-3, semifinale Messico 70, partita del secolo; Liverpool-Milan 3-3, finale champions 2005, Argentina-Francia 3-3, finale Qatar 2022, a chiudere, Psg-Bayern 5-4.
Si deduce che non sempre lo spettacolo abbia corrisposto al numero di gol, senza voler ribadire il concetto provocatorio del maestro Gianni Brera, per il quale il risultato perfetto era (è) lo 0 a 0, nel quale non ci sono errori, solo purezza e ascetismo, una tensione verso il nulla che è sacra. Ora che nessuno pensi al nulla profano e blasfemo dell'ultimo Milan-Juventus ma posiamo gli occhiali da sole e, anche a occhio nudo, proviamo a riguardare e riflettere sui 9 gol di Parigi. Non è Belle Époque. Semmai sono Folies Bergère.