Tutti pazzi per Kimi, il leader che gioca

Scritto il 30/04/2026
da Umberto Zapelloni

Tra scherzi, pistole ad acqua e tabasco, 2 pole, 2 vittorie e la leggerezza dei suoi 19 anni

La sua arma segreta potrebbe essere la leggerezza con cui ha affrontato il miglior mese della sua vita. Basta guardare una delle ultime foto che ha postato sui social per capire Kimi Antonelli. Ci sono lui, mamma Veronica, papà Marco e la sorellina Maggie sull'aereo che li sta portando a Miami. Sembrano diretti a Disneyland più che sul circuito dove Kimi dovrà difendere la prima posizione nella classifica del Mondiale, costruita con due pole e due vittorie nelle ultime due gare.

Kimi ha la forza di essere ancora un ragazzo di 19 anni che si diverte a giocare con le pistole ad acqua come racconta di aver fatto alla fine dei primi test stagionali. Solo che quella pistola era quasi un mitra e il povero Bono, il suo ingegnere di macchina, che stava andando in aeroporto ci è arrivato fradicio. A quel punto però è scattata la vendetta. Lo ha raccontato lo stesso Kimi nella prima puntata del podcast ufficiale della Mercedes, il Silver Arrows Radio Show, che vuole portare i tifosi dietro le quinte del team. «Alla fine delle prove successive dopo aver finito i miei giri avevo una gran sete e sceso dall'auto mi sono buttato sulla mia borraccia non lo avessi mai fatto con l'aiuto del mio preparatore, Bono l'aveva riempita di tabasco. Mi bruciava tutto. Terribile perché odio il piccante». Non è finita lì. A degli altri test Kimi faceva apposta a sgommare uscendo dai box per lasciare dei segni neri sul pavimento e costringere i meccanici a pulire ogni volta. «Solo che a fine test mi sono ritrovato le tasche della mia giacca piene della carta sporca con cui avevano pulito per terra». Ragazzi in gita scolastica più che la squadra che sta dominando il campionato.

A Miami si riparte con delle nuove regole sull'elettronica che dovrebbero permettere ai piloti di spingere al massimo in qualifica. Chissà se cambierà qualcosa Kimi un anno fa qui si prese la pole della gara sprint, la sua prima fiammata. Ora ci arriva da due pole di fila. Lui non cambierebbe nulla. Gli sembra di vivere nel paese delle meraviglie come quando dopo il primo test su una F1 a Imola tornò a casa e andò a dormire con la tuta ignifuga del team. Voleva assicurarsi che non fosse un sogno. «È capitato di doverlo riprendere perché arriva in pista con delle giacche vecchie con sponsor che non ci sono più», racconta Bradley Lord, il vice di Toto Wolff. «Sono cose che mi piacciono, sono bei ricordi», scherza Kimi che ha in testa una sola cosa: continuare la sua collezione di trofei. In fin dei conti l'ha appena cominciata.