A tre giorni dalla partenza la Flotilla si è già fermata. Ieri sera, intorno alle 21.30 le circa sessanta imbarcazioni partite dalla Sicilia, in missione verso Gaza nel tentativo di forzare il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia, hanno lanciato l'allarme. Erano in acque internazionale a una settantina di miglia da Creta quando dalle imbarcazioni in testa rimbalzano i primi messaggi. «Alcune motovedette che si sono identificate come israeliane hanno bloccato le prime barche con dei gommoni e delle barche». Lo racconta in un video una delle attiviste italiane a bordo della missione.
«Noi siamo pronti per le intercettazioni ma vogliamo dire che chiunque sta bloccando questa missione umanitaria non violenta deve vergognarsi», aggiunge. Chi è a bordo ha raccontato di droni che volano a bassa quota, mentre le comunicazioni radio hanno iniziato a essere disturbate e le frequenze intercettate. «Le nostre imbarcazioni sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti israeliani, i quali, puntando laser e armi d'assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi a quattro zampe. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un Sos», ha comunicato la Global Sumud Flotilla.
Ben presto si è diffuso il panico a bordo delle barche. Rapida si è diffusa la notizia di un'intercettazione in corso, di equipaggi costretti a inginocchiarsi davanti a mitra spianati, c'è chi ricorda quando i reparti speciali dell'Idf a settembre hanno bloccato la flotta in acque internazionali, catturando tutti gli attivisti a bordo. Al momento alcune navi risultano intercettate. «Non riusciamo a capire cosa sia successo ad alcune barche», hanno raccontato dalla Furleto. Qualche ora dopo una fonte della sicurezza israeliana ha effettivamente confermato che la Marina israeliana ha avviato l'intercettazione della Global Sumud Flottilla, attualmente situata vicino all'isola greca di Creta. In precedenza, il Ministero degli Esteri israeliano aveva dichiarato: «La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l'obiettivo di sabotare la transizione del piano di pace del Presidente Trump alla sua seconda fase». Lo ha scritto su X i24News, un canale televisivo Israeliano all-news satellitare e internazionale con sede al porto di Giaffa, Tel Aviv.
Intanto dall'Italia, il centro di coordinamento della Flottilla ha preso tempo per capire la situazione, mentre in mare si cercava di mantenere la calma. Non era la prima volta che si intravedevano diversi sorvolare la flotta a bassa quota. Hanno anche ricordato che a settembre scorso sempre nella stessa zona, la flotta umanitaria era stata colpita e danneggiata da ordigni incendiari sganciati da droni.