Fermo restando che «la misura economica più importante sarebbe ristabilire la pace e la normalità» in Medio Oriente, ha spiegato ieri la vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione, Teresa Ribera (in foto), Bruxelles apre un ombrello di sicurezza per coprire i costi dell'energia: per l'agricoltura, la pesca, i trasporti terrestri - stradali, ferroviari e per vie navigabili interne - e il trasporto marittimo a corto raggio intra-Ue. Ecco a quali settori si potrà applicare il piano continentale per gli aiuti di Stato, mirati, che consentirà ai Paesi membri di sostenere l'economia Ue nel pieno della crisi.
Ognuno dei Ventisette Paesi potrà coprire fino al 70% dei costi extra sborsati (dai beneficiari degli aiuti) per l'aumento dei prezzi di carburante e fertilizzanti provocato dalla chiusura di Hormuz. L'aumento dei prezzi, spiega il governo continentale, sarà determinato da ciascuno Stato membro. Come? Considerando la differenza tra il prezzo di mercato di riferimento e uno storico applicabile. I Paesi potranno calibrare gli importi degli aiuti in base a dimensioni e tipologia delle attività anziché richiedere ai beneficiari di fornire prove del consumo effettivo. Una via rapida, sulla carta. E a tempo.
Il Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in Medio Oriente (Metsaf) sarà in vigore fino al 31 dicembre. E ciascun beneficiario può ricevere fino a 50 mila euro. Per le industrie ad alta intensità energetica sarà possibile potenziare gli aiuti fino al 70% del costo dell'elettricità; non sarà richiesto un ulteriore incremento degli sforzi di decarbonizzazione per accedere a questa misura. E sarà possibile cumulare gli aiuti concessi sugli ETS. Però con un alert, rivolto all'Italia, ieri, da Ribera: no all'aumento generalizzato del consumo di gas. Siamo lontani dalla flessibilità. E con una soluzione in campo che privilegia gli Stati che hanno capacità fiscale. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen cita poi la Svezia come modello di mix energetico: «Lì quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per MWh, la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da fonti rinnovabili e nucleari, questa è la strada per un'Europa indipendente e al riparo da shock futuri». All'Europarlamento, Ursula insiste sull'elettrificazione del continente denunciando l'emorragia causata dalla guerra in Iran: «Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno». Dunque non una soluzione, il Metsaf. Ma la mossa più rapida ed efficace nell'immediato, spiegano gli sherpa, che consente agli Stati di tamponare; sebbene la transizione verso un'economia pulita resti la soluzione a lungo termine.