Si dice che piove sempre sul bagnato e, nel caso della Formula 1, mai espressione fu più profetica. Proprio mentre gli appassionati della categoria regina dell’automobilismo a ruote scoperte si preparavano al primo weekend di gare dopo la pausa di un mese dovuta al conflitto nel Golfo Persico, il capriccioso meteo della Florida ha deciso di dire la sua. Secondo le previsioni meteo, infatti, un pesante fronte temporalesco dovrebbe abbattersi sulla metropoli dello stato americano proprio mentre la gara di domenica sera sta per prendere il via. Considerate le leggi in vigore negli Stati Uniti, il rischio di ritardi o addirittura di cancellazione è molto reale.
Coi fulmini non si può gareggiare
Gli americani, specialmente nel sud, sono ossessionati dalle previsioni meteo per una semplice ragione: il clima ha la brutta abitudine di combinarne di tutti i colori. Se negli stati dell’interno il rischio che un tornado si abbatta sulla propria cittadina è sempre presente, in Florida si scrutano i satelliti per vedere se un uragano si sta dirigendo sul Sunshine State. La stagione degli uragani non è ancora iniziata ma, secondo le ultime previsioni disponibili, una perturbazione sta puntando direttamente il sud della Florida e dovrebbe colpire la città di Miami e dintorni proprio nel pomeriggio di domenica. La perturbazione si è formata ad inizio settimana nelle Montagne Rocciose, vicino a Denver e sta per attraversare le grandi pianure degli Stati Uniti, dirigendosi verso l’Atlantico.
Se tra venerdì e domenica scaricherà copiose quantità di pioggia negli stati della Louisiana, Mississippi e Alabama, tra la notte di sabato e la mattina di domenica raggiungerà il nord dello stato della Florida, per abbattersi su Miami proprio mentre si staranno completando i preparativi per la partenza della quarta gara della stagione. Il transito della perturbazione non si limiterà alle 4 del pomeriggio, quando è previsto il via, ma il rischio di temporali rimarrà presente fino alla sera, quando il fronte proseguirà verso Cuba e le Bahamas. A rendere la situazione più complicata ci si mettono anche le leggi in vigore negli Usa, secondo le quali ogni evento sportivo all’aperto deve essere obbligatoriamente interrotto quando ci sono fulmini nel raggio di qualche chilometro. Queste singolari disposizioni hanno causato grossi grattacapi agli organizzatori del mondiale per club di calcio dell’anno scorso, quando diverse partite furono ritardate di due, tre ore, prima di ricevere il via libero dalle autorità.
Nervosismo nel paddock
Considerate le tante aspettative dei tifosi e l’ansia dei tecnici di provare sulla pista di Miami le innovazioni messe a punto nella lunga pausa dovuta alla guerra in Iran, il nervosismo nel paddock è molto significativo anche nella giornata di giovedì, solitamente dedicata agli eventi di contorno e alle interviste coi media. Non è la prima volta che la gara in Florida viene disturbata dal capriccioso meteo americano: l’anno scorso, ad esempio, la sprint race fu accorciata e prese il via con un forte ritardo per un pesante temporale. La cosa costò carissima a Charles Leclerc, che perse il controllo della sua Ferrari per un fenomeno di aquaplaning, finendo a sbattere nelle barriere di protezione.
A rassicurare in parte i tecnici ed i tifosi c’è il fatto che l’asfalto della pista di Miami si è rivelato molto efficace nel drenare l’acqua in eccesso, tanto che, una volta finito il nubifragio, le pozze si asciugarono talmente in fretta da consentire ai piloti di montare le slick prima della bandiera a scacchi. Le preoccupazioni, poi, sono concentrate solo sulla gara e non sugli altri eventi del fine settimana: le prove libere, le qualifiche e la sprint race dovrebbero svolgersi in condizioni di asciutto, con temperature decisamente estive, visto che sono previsti dai 30 ai 35 gradi. La speranza di tutti è che le previsioni si stiano sbagliando e che gli amanti della Formula 1 si possano finalmente godere un gran premio dopo un lungo mese senza gare.