AGI - Il progetto “Io mi proteggo – braccialetti che proteggono, voci che contano”, presentato ufficialmente il 28 aprile 2026 a Salerno presso il Centro Antiviolenza Febe, rappresenta una risposta istituzionale e tecnologica di portata senza precedenti contro il fenomeno del “drink spiking” e della violenza facilitata da sostanze. Promossa dall’associazione La Crisalide in Rete A.P.S. in stretta sinergia con i propri Centri Antiviolenza (CAV), l’iniziativa ha saputo catalizzare l’attenzione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, dell’Ordine dei Farmacisti e del Dipartimento delle Dipendenze dell’Asl Salerno, creando una rete di protezione capillare che si estende dalle aule scolastiche alle piazze della movida.
Il cuore dell’intervento risiede nell’adozione di braccialetti reattivi all’avanguardia, dispositivi progettati per cambiare colore istantaneamente se esposti a gocce di bevande contenenti sostanze alteranti come GHB o ketamina, trasformando così la tecnologia in uno strumento attivo di autodeterminazione e sicurezza per le giovani donne. L’urgenza di tale dispositivo è dettata da un quadro statistico allarmante: l’assenza di colore, odore e sapore delle sostanze maggiormente utilizzate le rende invisibili ai sensi, alimentando un fenomeno caratterizzato da un elevato numero di casi non dichiarati. Le stime attuali indicano infatti che meno del 15% delle vittime di aggressioni facilitate da droghe decide di sporgere denuncia, un dato influenzato pesantemente dall’amnesia retrograda indotta dai principi attivi e dal timore del giudizio sociale, ostacoli che il progetto intende abbattere offrendo prove immediate e percorsi di supporto protetti. Oltre alla distribuzione dei kit tecnologici, la strategia si articola su una dimensione formativa profonda che include laboratori interattivi negli istituti di secondo grado della provincia, l’allestimento di Safe Corner durante i grandi eventi e l’attivazione di una chat anonima gestita dalle professioniste dei CAV, garantendo un canale di ascolto immediato e privo di pregiudizi.
La presentazione ha visto la partecipazione di figure chiave del territorio, tra cui Don Nello Senatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo”, la dottoressa Roberta Bolettieri, il Maggiore Antonio Corvino, la dottoressa Antonietta Grandinetti e il Dott. Aldo Addesso, i quali hanno ribadito all’unisono che la sicurezza non deve essere vissuta come una restrizione alla libertà, ma come la base imprescindibile per un divertimento consapevole.
Grazie al coinvolgimento strategico dell’Ordine dei Farmacisti, le farmacie locali diventeranno vere e proprie “antenne di prossimità”, non solo per la distribuzione dei braccialetti ma anche per l’orientamento delle vittime verso i servizi sanitari e legali competenti. Questa alleanza concreta tra terzo settore e istituzioni rilancia con forza l’idea che la protezione debba diventare una responsabilità collettiva, permettendo alle nuove generazioni di riappropriarsi degli spazi pubblici e della vita notturna senza il peso della paura, rendendo Salerno un modello di riferimento nazionale per la prevenzione della violenza di genere.

