"Un film costruito sulla realtà giudiziaria della violenza di genere, sofferta dalle donne da parte degli uomini, e che riesce a tratteggiare la dura realtà delle storie che vengono vissute e processate nelle nostre aule". Così Fabio Roia, presidente del tribunale di Milano, definisce "Risoamaro-La violenza è un sasso che rotola velocemente", il film di Giuseppe Tesi che viene presentato questa sera alle 20,30 al teatro Franco Parenti. E' la storia di Erica Weber, scrittrice, e di Ròs, donna delle pulizie: due mondi diversi che si scoprono accomunati da una storia brutale di violenza subita. Insieme le due donne si trovano a fare i conti con nemici sempre presenti: la difficoltà di denunciare, la paura. E il film affronta, come dice Francesca Simoncini, "le conseguenze esistenziali provocate da una violenza che sembra destinata continuamente a ripetersi".
Di fronte a un tema delicato, col rischio continuo di scivolare nei luoghi comuni, Risoamaro - spiega il giudice Roia - "riesce a proporre una struttura immaginifica ma ancorata alla realtà di queste storie. Come dice il titolo, la violenza di genere è un sasso che rotola velocemente e che non si ferma se la donna non decide di farsi aiutare". Perchè la violenza ha molte forme, c'è la violenza fisica che è più leggibile. C'è però anche la violenza psicologica, la violenza economica, la violenza del controllo, che sono le più difficili da riconoscere come tali. "Risoamaro è un grande film anche perchè è un film di speranza, racconta di donne che ce le fanno, che come moltissime donne riescono a uscire di questi spazi di tossicità".

