Tocca al comitato nazionale dell'Aia prendere atto della conferma dell'inibizione di 13 mesi del presidente Antonio Zappi e procedere alla decadenza. Per lo statuto della Figc il passo successivo sarebbe, entro 90 giorni, indire nuove elezioni della categoria. E a dare credito ad alcune indiscrezioni provenienti da quel mondo, ci sarebbe già pronto un tandem di candidati per la bisogna costituita da Affinito, attale vice-presidente Aia e Pisacreta, ex assistente. Ma è proprio qui che interviene il vulnus interrompendo il corso elettorale e consentendo la nomina di un commissario. I 90 giorni necessari per indire le elezioni infatti finirebbero per scollinare il mese di luglio da sempre utilizzato per la nomina degli organi tecnici deputati alle designazioni dei diversi campionati. Ecco allora che per assicurare il perfetto funzionamento della prossima stagione, diventa inevitabile ricorrere alla scelta di un commissario, compito assegnato a Gravina e al consiglio federale, anche se dimissionari, perché si tratterebbe di un atto indifferibile previsto dallo statuto.
L'identikit del prescelto cui toccherà il compito di rifondare l'Aia e magari provare a riformare anche il perverso sistema elettorale interno (da quando il vertice dell'associazione viene eletto dalla base è stato registrato qualche scambio tra il voto delle sezioni e la posizione in graduatoria di arbitri provenienti dalle sezioni stesse, ndc) è stato schizzato con questa descrizione generica: Una figura arbitrale di grande levatura.
I primi indizi portano alla sagoma di Nicola Rizzoli, già arbitro internazionale e designatore, attualmente consulente della federazione Concacaf (americana) per gli arbitri, spedito da Collina (Fifa) a Miami per riorganizzare il settore. Proprio Rizzoli, ospite di recente di una università a Napoli, ha candidamente confessato di "aver intrapreso la carriera di arbitro perché odiavo la figura degli arbitri!" A San Siro, alcuni fa, in occasione di una partita della Nazionale, ricevette il premio intitolato a Giulio Campanati. La parte più romantica dell'associazione ha in testa un altro candidato: Paolo Casarin, figura carismatica, esponente di punta negli anni '90. Altra figura che sta emergendo dall'indagine del pm Ascione è quella del portavoce del designatore Gianluca Rocchi. Secondo talune notizie sarebbe stato ascoltato Andrea De Marco che ha ricoperto l'incarico durante l'attuale stagione. Il portavoce è di fatto delegato dall'Aia a fare da filtro tra Rocchi e le società ed è l'unico esponente autorizzato a intrattenere rapporti con i dirigenti dei club raccogliendone sfoghi ed eventuali lamenti. Poiché l'inchiesta penale di Milano è riferita alla stagione calcistica 24-25 è da escludere che il pm abbia sentito De Marco in quale, tra l'altro, in quei mesi ha svolto il compito di moviolista per le reti Mediaset.
Il portavoce di Rocchi dello scorso torneo infatti è stato Riccardo Pinzani, di Empoli, titolare di un negozio a Firenze, amico oltre che collega di Rocchi e che quest'anno è passato nelle file della Lazio quale tesserato col compito specifico di addetto all'arbitro.

