Pagamenti con la carta al benzinaio self service: ecco perché vengono "congelati" 100 euro

Scritto il 29/04/2026
da Federico Garau

Questa pratica prende il nome di “preautorizzazione”: cosa c'è da sapere per evitare spiacevoli sorprese

A tutti gli automobilisti capita sicuramente spesso di fare rifornimento di carburante al self-service e di pagare con la propria carta, di credito, di debito oppure anche prepagata: ciò che si verifica in ogni circostanza, tuttavia, non è noto ai più, dal momento che il sistema “congela” una cifra superiore a quella che verrà realmente spesa una volta conclusa l’operazione alla pompa.

Questa pratica, chiamata “preautorizzazione”, serve a garantire che ci siano fondi sufficienti prima dell'erogazione. Ovviamente non si tratta di un addebito reale: il denaro viene infatti solo bloccato temporaneamente per avere la certezza di poter coprire i costi del rifornimento, ignoti al dispositivo nel momento in cui si accede al self-service, dopo di che la banca sblocca la somma non utilizzata e carica solo il costo reale del carburante.

Come funziona esattamente? È molto semplice: il sistema automatico, seguendo una prassi ormai standardizzata, “congela” una cifra compresa tra i 100 e i 103 euro. Questa sorta di massimale sparisce immediatamente dalla propria disponibilità sulla carta, per cui anche spendendo, per esempio, 30 euro, i rimanenti 70-73 euro non possono più essere utilizzati anche dopo il riferimento per tutto il tempo sufficiente a contabilizzare il pagamento alla pompa. E tutto questo perché ovviamente è impossibile prevedere quanto l’automobilista andrà a spendere, a differenza di ciò che accade invece quando il distributore è aperto e ci si reca in cassa per saldare il conto.

Ma quando tornano sulla carta i fondi bloccati temporaneamente dal sistema automatizzato? È proprio questo il problema, dato che dipende in sostanza dalla propria banca: il denaro torna nelle proprie disponibilità in tempi variabili, che vanno da poche ore fino addirittura a diversi giorni, in qualche caso anche una settimana se non oltre. Può diventare una seccatura se si utilizza ad esempio una carta prepagata con poco denaro al suo interno o con saldo limitato, o magari si deve effettuare un altro pagamento dopo aver fatto rifornimento.

Ecco perché è bene conoscere la prassi della preautorizzazione prima di recarsi al distributore ed evitare brutte sorprese. Il consiglio migliore in caso di dubbi è quello di evitare il self-service o di pagare con contanti, altrimenti meglio conoscere in precedenza il saldo disponibile, e non quello contabile, della propria carta, tenendo presente a quanto potrebbe ammontare la cifra “congelata” all’inizio dell’operazione.