Il sindaco decaduto che non decade mai. L'aiutino a Lucano

Scritto il 14/03/2026
da Rita Cavallaro

Il sindaco decaduto che non decade mai. È giallo sui tempi lunghi dei giudici su Mimmo Lucano, il paladino del modello Riace che lo scorso Primo luglio è stato dichiarato decaduto dalla carica di primo cittadino dal Tribunale di Locri che, su richiesta della Prefettura, ha applicato la legge Severino a seguito della condanna definitiva a diciotto mesi per falso in atto pubblico. Da allora l'ex primo cittadino ha ingaggiato un braccio di ferro legale per non perdere la poltrona: prima è stato salvato dalla sua maggioranza comunale, che ha votato contro la decadenza del capo. La Prefettura ha allora avviato l'azione d'iniziativa popolare, culminata nella pronuncia del giudice civile di Locri contro Lucano. Il quale, dopo essersi autonominato responsabile dell'area tecnica per poter continuare a comandare in Comune, ha fatto ricorso alla Corte d'Appello di Reggio Calabria, che già una volta lo aveva strappato a quelle condanna di primo grado a tredici anni e due mesi, dichiarando l'inutilizzabilità delle intercettazioni e riducendo la pena a un solo anno e mezzo. E se il paladino dei migranti l'ha spuntata già una volta grazie a un cavillo legale, ora tenta il bis per salvare il suo scranno a Riace. Dall'udienza di discussione del ventidue gennaio scorso davanti alla Corte d'Appello, che per legge dovrebbe trattare la controversia in via d'urgenza per i casi specifici di decadenza e pubblicare la decisione entro trenta giorni, gli avvocati di Lucano hanno sollevato due questioni di legittimità costituzionale sulla Severino. E la decisione sulla decadenza era slittata al 5 marzo scorso. Non se ne sa più nulla.