Minetti, legali contro Ranucci. "Nessun incontro con Nordio"

Scritto il 30/04/2026
da Felice Manti

La difesa del compagno Cipriani conferma la versione del ministro. I media uruguaiani: adozione regolare

"L'incontro al ranch? Per me è tutta un'invenzione". È un esausto Emanuele Fisicaro, legale di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, che a tarda sera al Giornale smonta la notizia (tutta da verificare, Sigfrido Ranucci dixit) dell'incontro che sarebbe avvenuto "a marzo" - di quale anno il conduttore di Report non lo sa - tra il Guardasigilli Carlo Nordio e lo stesso Cipriani. "Alla Minetti e al compagno non voglio neanche chiederlo, sono già provati da questa vicenda e non hanno alcuna intenzione di farsi coinvolgere in questioni politiche", aggiunge il legale, che di lì a poco avrebbe dato alle agenzie l'esito dell'incontro con la Procura generale "in cui abbiamo dimostrato che tutto ciò che è stato scritto e falso. E poi ha smentito Nordio, no?".

Già. "Escludo nella maniera più assoluta di essere mai stato lì a perorare la grazia della Minetti, sono cose inventate di sana pianta. E a marzo di quale anno? In questo ero qui, impegnato per il referendum...", ha detto al telefono alla trasmissione di Bianca Berlinguer alle 23:30 l'altra sera Nordio. Una delle più colossali sbugiardate della storia della tv, con Ranucci che prima esordisce "una fonte ci ha detto di aver visto Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay", di fronte all'annuncio di querele per "un'ipotesi offensiva figlia di un degrado morale e mediatico" si è messo a balbettare "dobbiamo verificare...". "Una scena imbarazzante e mortificante, la penosa performance di Ranucci riduce la Rai a una macchietta", tuona la Fdi Augusta Montaruli.

È il metodo Report, il verosimile si mescola al vero, si dice una cosa e il suo contrario poi si aggiunge la parola "tuttavia" e lo sputtanamento prevale sulla verità. Ne sa qualcosa anche l'emissario di Donald Trump Paolo Zampolli, che ha depositato la querela per i due servizi contro di lui delle scorse settimane. Di vero su Nordio c'è la sua visita a Montevideo l'1 e il 2 marzo 2025. "I miei spostamenti sono tutti ultra documentati quando sono in veste ufficiale", aveva precisato Nordio in diretta. In effetti, il cerimoniale blindatissimo prevedeva l'arrivo all'aeroporto di Montevideo, l'incontro con l'ambasciatore Fabrizio Petri e la cerimonia di insediamento del presidente della Repubblica orientale dell'Uruguay Yamandoù Orsi.

Il giorno dopo, prima di partire per l'Argentina, Nordio ha incontrato Jorge Diaz per discutere di criminalità organizzata e narcotraffico transnazionale, un pericolo che l'Uruguay combatte anche grazie a una normativa antimafia e un corpo specializzato ispirato all'Italia. Poi la visita al luogo in cui la nave tedesca Graf Spee si autoaffondò nella famosa battaglia del Rio della Plata tra la Kriegsmarine e la Royal Navy durante la Seconda guerra mondiale. Un cerimoniale complesso con tempi tecnici contingentati in cui sarebbe stato molto, molto difficile infilare un incontro nel ranch dei Cipriani a Maldonado, che da Montevideo dista 130 km.

Anche la tesi secondo cui prima dell'adozione del minore uruguayano malato ci sarebbe stato un contenzioso con i genitori biologici, su cui ieri il Fatto ha provato a giocare (senza crederci troppo...) è facilmente smontabile leggendo la sentenza del 15 febbraio 2023 citata persino dall'autorevole testata uruguaiana Telenoche: è l'Inau, l'Istituto per l'infanzia, a togliere la potestà territoriale alla madre (accusata di omicidio) mentre il padre biologico si sarebbe allontanato alla nascita. Se l'adozione è regolare e la Minetti non è indagata né in Spagna né in Sudamerica come sostiene la Procura generale di Milano, dov'è il vulnus?