L'Ue contro Meta: "Non tutela i minori"

Scritto il 30/04/2026
da Andrea Cuomo

Bruxelles: controlli inefficaci per gli under 13. Rischio multa fino al 6% del fatturato

Instagram e Facebook continuano a fare acqua da tutte le parti: gli under 13 aggirano con facilità i presunti «blocchi» e la Commissione europea alza il tiro contro Meta, la società proprietaria dei due social, minacciando una sanzione che può arrivare fino al 6 per cento del fatturato annuo, che ammonta a diverse centinaia di miliardi di dollari.

L'indagine, avviata il 16 maggio 2024 dalla Commissione europea e allargata anche ad altri aspetti delle attività di Meta - dai rischi di dipendenza legati al design delle interfacce ai cosiddetti effetti «rabbit hole» - mette nero su bianco un punto: Instagram e Facebook non hanno gestito in modo adeguato i rischi legati all'accesso dei minori sotto i 13 anni. Le regole, sulla carta, ci sarebbero anche. Il problema è che funzionano poco o niente. E i giovanissimi «smanettoni» le aggirano spesso e soprattutto volentieri.

«Le stesse condizioni generali di Meta - dice la vicepresidente della Commissione Ue per la sovranità tecnologica Henna Virkkunen - indicano che i loro servizi non sono destinati a minori di età inferiore ai 13 anni. Tuttavia, i nostri risultati preliminari mostrano che Instagram e Facebook stanno facendo ben poco per impedire ai bambini al di sotto di questa età di accedere ai loro servizi. Il Dsa richiede alle piattaforme di far rispettare le proprie regole: i termini e le condizioni non dovrebbero essere semplici dichiarazioni scritte, ma piuttosto la base per un'azione concreta volta a proteggere gli utenti, compresi i bambini».

Il nodo è piuttosto semplice: i minori riescono a eludere i controlli inserendo date di nascita false al momento della registrazione, senza che ci siano verifiche efficaci. E anche quando qualcuno segnala un profilo sospetto, le cose non vanno molto meglio. Il modulo dedicato agli under 13 viene giudicato «macchinoso»: fino a sette clic per arrivarci, e spesso senza conseguenze concrete. Risultato: i profili segnalati restano attivi e continuano a usare il servizio.

Bruxelles contesta alla società di Mark Zuckerberg (nella foto) una valutazione del rischio «incompleta e arbitraria», accusandola di ignorare dati secondo cui circa il 10-12 per cento dei minori sotto i 13 anni nell'Unione utilizza comunque Instagram o Facebook. Non solo: sarebbero state sottovalutate anche le evidenze scientifiche sulla maggiore vulnerabilità dei più giovani. Da qui la richiesta: rivedere i criteri di analisi e rafforzare le misure per prevenire, intercettare ed escludere gli utenti troppo giovani.

Meta, dal canto suo, prende tempo. Può esaminare gli atti e replicare per iscritto, ma intanto da Menlo Park fanno sapere di non condividere le conclusioni: «Siamo chiari - dice un portavoce della compagnia - sul fatto che Instagram e Facebook sono destinati a persone di età pari o superiore a 13 anni. Continuiamo a investire in tecnologie per individuare e rimuovere gli utenti che non raggiungono l'età minima richiesta e la prossima settimana condivideremo ulteriori informazioni su nuovi strumenti in fase di implementazione. La verifica dell'età è una sfida che riguarda l'intero settore e richiede una soluzione a livello di settore». Una risposta che sa di scaricabarile.