Lo hanno definito un "weekend di lotta": gli antagonisti già da oggi hanno intenzione di cominciare con i cortei di protesta per cacciare il governo Meloni. Il mix di argomenti è il medesimo, tutto e nulla, basta far rumore e far parlare di sé. Ma dopo gli episodi del 25 aprile l'allerta è ancora più alta, perché gli investigatori sono consci che le rivendicazioni porteranno a un livello dello scontro crescente. Ieri Il Giornale, infatti ha trovato un video che ritrae gli attimi in cui veniva contestata la brigata ebraica di Milano: mentre venivano esposte bandiere di gruppi terroristici, tra cui quelle di Hezbollah, hanno urlato contro uomini e donne che innalzavano lo striscione con la stella di David "lunga vita a Hitler". Ieri, invece, un'altra contestazione che ha visto protagonista, suo malgrado, il vicepremier Antonio Tajani, raggiunto sotto il rettorato del Politecnico di Torino da parte di un gruppo di antagonisti e anarchici. Ed è proprio lì, nel capoluogo piemontese, che ci sarà l'epicentro della "chiamata alle armi" portata avanti dal centro sociale Askatasuna e dalle sigle affini come il Cua (Collettivo universitario autonomo, gli stessi che hanno raggiunto il ministro degli Esteri), la rete Torino per Gaza, Intifada Studentesca.
E proprio loro fanno sapere che "ciò che viene sottratto con la forza bruta va restituito e, se necessario, va riconquistato.
Perché il simbolo di un palazzo blindato, di un quartiere militarizzato, si traduce in possibilità per praticare la contrapposizione alla guerra, individuando le controparti che oggi si frappongono fra noi e un modo di vivere diverso da quello che hanno in mente per noi". Il messaggio è chiaro: riprendersi ciò che è stato sottratto perché carpito (okkupato) in modo illegale. A Milano, invece, l'appuntamento è doppio. La Federazione Giovani Comunisti, insieme ai Giovani Palestinesi, ai Si Cobas e ai numerosi centri sociali occupati, tra cui Panetteria Occupata e C.O.A. T28, hanno dato appuntamento per questo pomeriggio per una "giornata di lotta contro sfruttamento ed economia di guerra" per "la libertà dei popoli - Palestina Libera" e poi per venerdì per il corteo previsto in partenza alle 14 da via Padova, che si andrà a ricongiungere con quello in partenza alle 14.30 da piazzale Loreto organizzato dai movimenti contro le Olimpiadi di Milano-Cortina (C.i.o.2026) e altre sigle dell'associazionismo militante e antagonista.
L'obiettivo è la denuncia della "crisi capitalista", il rilancio della "lotta contro la complicità del governi italiano nel genocidio di Gaza e la partecipazione alla guerra in Ucraina", che sostengono sia "tutt'uno con la nostra lotta contro i Decreti Sicurezza che vogliono limitare la nostra possibilità di protestare e scioperare".
L'allerta è massima per questa piazza che tiene assieme le guerre con i Decreti Sicurezza, che si unisce alle rivendicazioni contro il Comune di Milano per le Olimpiadi e la speculazione edilizia.
A Milano, così come in altre piazze già annunciate (Marghera, Napoli, Padova e non solo) presenzierà anche il gruppo Tir-Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria: "Da nord a sud sarà un Primo Maggio di Lotta. Immancabili, poi, gli appuntamenti con la Flotilla: a Firenze, infatti, Usb, Cobas e Cub porteranno in piazza la Flotilla il primo maggio, mentre a Vicenza a manifestare questo pomeriggio per le barche dirette a Gaza saranno i soliti gruppi per la Palestina e il centro sociale Cso Bocciodromo: "L'unico modo per avere un mondo più giusto è avere una Palestina libera dal fiume al mare". Con buona pace di Israele, che in quel "mondo giusto", sparirebbe. Ma, del resto, è ciò a cui auspicano.

