Pensavamo che l'altissima mortalità Covid fosse frutto della mancata applicazione del Piano pandemico, delle mascherine cinesi farlocche, del lockdown tardivo e malgestito, di slogan griffati Pd tipo Abbraccia un cinese. E invece abbiamo scoperto che l'impennata di morti tra le due ondate è colpa del Giornale. Lo ha detto l'altra sera l'ex direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito in commissione Covid: "Il 31 maggio una persona di grande rappresentatività (Alberto Zangrillo, ndr) che aveva detto in tv che il virus era clinicamente morto. Il giorno dopo dieci personalità, non tutte esperte di malattie infettive, firmarono un documento ripreso dal Giornale, in cui si parlava di emergenza clinica superata. Eppure avevamo ancora centinaia di morti e migliaia di tamponi positivi". Insomma, tra le pressioni per riaprire l'Italia dopo il primo lockdown il nostro quotidiano avrebbe avuto un ruolo decisivo. Ma l'euforia generale di chi pensava che il virus fosse stato sconfitto aveva contagiato persino Roberto Speranza nel suo Perché guariremo, scritto d'estate e ritirato al riapparir del Covid. Anche lui aveva letto il Giornale? Ippolito ha anche fatto spallucce su uno degli adempimenti obbligatori ai quali il suo Spallanzani era tenuto da un'ordinanza: la sorveglianza clinica con l'analisi delle cartelle. Dalle audizioni sappiamo che per l'ex direttore della Prevenzione Giovanni Rezza la piattaforma - offerta gratis dall'Oms - fosse pronta il 2 marzo. Ma perché è saltata? E quanto ha inciso in termini di vite e di terapie? Secondo l'ex numero due Oms Ranieri Guerra, visto che il virus era "una patologia sistemica complessa, che colpiva cuore, sistema nervoso, conduzione cardiaca e vasi sanguigni condividere le prognosi era l'unico modo per curarla". La colpa? Ippolito in audizione la dà a Francesco Zambon, il funzionario Oms autore del report sul Piano pandemico ritirato su input della Cina: "Aveva l'ordine di non mettere questo software". Per Guerra "la procedura fu rifiutata da Ippolito". Chi ha torto? Vuoi vedere che anche qui è colpa del Giornale?

