Il governo rinuncia a commissariare la Figc. Via libera alle elezioni

Scritto il 30/04/2026
da Franco Ordine

E il n.1 Gravina: "Le mie dimissioni scelta personale e di responsabilità". Poi l'attacco a Lotito

Il governo ha rinunciato al proposito di commissariare il calcio italiano. È di ieri l'intervento di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all'attuazione del programma, che ha chiuso nel cassetto l'opzione senza mancare di segnalare «la necessità di un radicale cambiamento» del settore. Oggi chiuderà il cerchio il ministro per lo sport Andrea Abodi nel question time previsto al Senato.

A questo punto è certificato il via libera alle elezioni del 22 giugno a cui concorrono Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e organizzatore delle Olimpiadi Milano-Cortina e Giancarlo Abete, già n.1 Figc e ora alla guida della Lega dilettanti. Nelle prossime ore, a termine di una serie di incontri collettivi del sindacato calciatori e allenatori più serie B, ci sarà lo schieramento di queste tre componenti a favore di Malagò stesso che potrà così contare su una maggioranza, sia pure risicata, del 54%. In occasione della finale di coppa Italia prevista a Roma il 13 maggio, Malagò ha promesso di sciogliere la riserva.

Nel frattempo Gabriele Gravina, dimissionario, è intervenuto alla trasmissione di La7 Otto e Mezzo: intervistato dalla Gruber, si è dedicato a una serie di precisazioni. La prima sulle sue dimissioni appunto. Ha spiegato: «Non sono stato costretto, nella maniera più assoluta. è stata una scelta personale: avevo assunto un impegno verso i tifosi italiani di andare ai mondiali e non ho mantenuto fede all'impegno. È stato un gesto di responsabilità mentre erano in atto isterie istituzionali di ogni genere. Era un bene non sovraesporre la Figc». Sui tre mondiali mancati, Gravina ha provato a difendere sé stesso e la Federazione: «Ci attribuiscono responsabilità che non abbiamo, c'è confusione di ruoli. Non si possono fare le riforme se tutti gli attori non sono d'accordo». Poi si è detto contrario al commissariamento prima di sferrare un attacco frontale a Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio. Ha chiesto: «Vi sembra normale che partecipi alla commissione cultura il presidente della Lazio che è stato per 20 anni nel consiglio federale e parla di disastro?». Infine l'omaggio a Gattuso: «Era l'uomo giusto, il migliore in quel momento, è mancato il risultato».