La campagna elettorale veneziana è nel suo vivo: il voto è tra meno di un mese e la polemica è incandescente. Ad accenderla è stata principalmente la candidatura da parte del Pd di un nutrito gruppo di cittadini originari del Bangladesh, che in alcuni casi sostengono con vigore la proposta della realizzazione di una moschea a Mestre. Ed è proprio sulla moschea che si sta consumando l’ultimo scontro. Da qualche settimana la Lega ha avviato una campagna elettorale che prevede anche l’affissione di cartelli sugli autobus: “No Moschea - Vota Lega”.
Questi cartelli sono stati oggetto di critica da parte di alcuni candidati del Pd della comunità bengalese, soprattutto Sumiya Begum, che li hanno considerati discriminatori nei loro confronti. E non troppo inaspettatamente, questi manifesti sono stati rimossi. A eliminarli è stata la società del trasporto pubblico, la quale ha considerato quel messaggio più “religioso” che “politico”. Si tratta in tutto di 70 manifesti che inizialmente avevano passato il vaglio e poi, quando da sinistra si sono lamentati sostenendo che sono discriminatori nei confronti dei cittadini musulmani che ogni giorno prendono l’autobus, sono stati rimossi. La Lega aveva acquistato quegli spazi per 2 settimane a partire dal 22 aprile, come spiega Il Gazzettino, ma a meno di una settimana dall’inizio della campagna, questa è stata interrotta.
“Siamo pronti ad un confronto con chiunque accetti di parlare di questo tema. La rimozione della nostra pubblicità elettorale sui bus è un atto grave: limitare la libera espressione di un partito politico a meno di 30 giorni dal voto, evocando inesistenti questioni religiose rispetto a una chiara posizione politica contraria a una proposta urbanistica, rappresenta un precedente pericoloso per la nostra città”, ha dichiarato, il segretario veneziano della Lega, il vicesindaco di Venezia, Sergio Vallotto. “La città vuole parlare di questo. Da una parte c’è chi sostiene la moschea, dall’altra la Lega che, dopo anni di battaglie amministrative, continua a dire con chiarezza il proprio no: lo riteniamo un progetto sbagliato”, ha aggiunto Vallotto. La concessionaria pubblicitaria ha proposto alla Lega di cambiare il messaggio e di usare il tempo rimanente della campagna per affissioni diverse. Di tutta risposta la Lega ha affittato per ora due furgoni che circolano in città con lo stesso cartello elettorale.

